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Prove per i nuovi chierichetti

il giovedì dalle 15.15 alle 16.15. Le indicazioni si trovano mensilmente  sul turno di servizio

Rito della vestizione e accoglienza dei nuovi chierichetti

domenica 26 novembre – S. Messa ore 10.00

Documenti

Inno dei ministranti – Testo

Inno dei ministranti – Musica

Il Decalogo del buon chierichetto

L’ A B C del Chierichetto

Come si serve la Benedizione Eucaristica?

 

San Tarcisio, patrono dei ministranti

san_tacisioTarcisio era un ragazzo di una delle prime comunità cristiane di Roma, un ragazzo in gamba che aveva scoperto l’amore di Dio Padre che in Gesù colora la nostra vita dei colori del Cielo. Egli ricevette i Sacramenti, nonostante essi si amministrassero solo agli adulti; prima del Battesimo la Chiesa prevedeva un periodo triennale (Catecumenato) di preparazione; dopo questi tre anni, i padrini garantivano le buone intenzioni del catecumeno, quindi si giungeva al Sacramento. Durante la Veglia Pasquale, come era usanza di allora, Tarcisio ricevette questi tre sacramenti, detti «dell’iniziazione cristiana», ossia – appunto – il Battesimo, l’Eucaristia e la Confermazione. Divenne anche un accolito. Negli anni dell’imperatore Valeriano le persecuzioni erano veramente brutali ed era diventato assai arduo il compito dei Diaconi e degli Accoliti, che dovevano portare l’Eucaristia dalle Catacombe alle carceri e agli ammalati. Erano tempi davvero duri e, un giorno, il sacerdote della Catacomba di Tarcisio, dopo aver preparato il Pane per la distribuzione all’esterno, si guardò attorno per cercare qualcuno che si incaricasse di tale gravoso compito. «Padre, manda me». Una voce echeggia nella Catacomba; la voce è quella di un giovane, Tarcisio appunto, che si offre volontario. Alla protesta del sacerdote, che lo riteneva troppo giovane, egli rispose: «Padre mio, la mia giovinezza sarà la miglior salvaguardia. Non negarmi questo onore, ti prego!». Il dialogo si concluse poi così: «Tarcisio, ricordati che un tesoro è affidato alle tue deboli cure. Evita le vie frequentate e non dimenticare che le cose sante non devono essere gettate ai cani né le gemme ai porci. Custodirai con fedeltà e sicurezza i Sacri Misteri?». «Morirò piuttosto di cederli», fu la risposta di Tarcisio. Tarcisio attraversò dunque le vie della città, evitando sia i luoghi molto frequentati sia quelli troppo deserti. Tarcisio accelerava il passo. Non distava molto dal carcere: c’era soltanto da attraversare una grande piazza, dove alcuni ragazzi giocavano. «Ci manca uno per completare la squadra (per il gioco), gridava il caporione, come facciamo?». Videro passare in quel momento Tarcisio, che era conosciuto da quei ragazzi, che però non sapevano che era un cristiano. Egli rifiutò l’invito a giocare perchè doveva compiere questo delicato atto d’amore e, nonostante essi insistettero, egli stringeva le mani al petto e rifiutava ancora. Ad un certo punto uno dei ragazzi si accorge che egli incrociava le mani e gli chiese cosa custodiva lì dentro. Egli strinse ancor più le sue mani, mentre gli altri cercavano di strappargliele, poi giunse un signore anziano che capì che era un cristiano che portava i Santi Misteri. Appena si seppe questo iniziò il pestaggio: il sangue di Tarcisio cominciò a spandersi su quel luogo, mentre ormai i colpi e i calci non si contavano più. Giunse allora un erculeo ufficiale pretoriano di nome Quadrato, segretamente cristiano, che intimò a quelle canaglie di andarsene. Appena la piazza fu libera, si chinò sul morente Tarcisio che gli disse: «Io sto morendo, Quadrato, ma il Corpo del Signore è salvo! Ti prego, portami dal sacerdote!». Giunto là, Tarcisio era già morto. Subito le sue spoglie furono poste nelle stesse Catacombe di San Callisto, poi un’iscrizione ricorda il loro trasporto alla chiesa di San Silvestro in Campo, molto tempo dopo. Nel XIX secolo il martire dell’Eucaristia, Tarcisio, fu scelto come patrono dei ministranti.

I Colori liturgici

BIANCO: si usa nel tempo pasquale e nel tempo natalizio, nelle feste della Madonna e dei Santi non martiri. E’ il colore della gioia, della luce e della vita.

ROSSO: si usa nella domenica delle Palme, nel Venerdì Santo, nella Pentecoste, nelle feste dei santi martiri. Significa il dono dello Spirito Santo che rende capaci di testimoniare la propria fede anche fino al martirio.

VERDE: si usa nel tempo ordinario. Esprime la giovinezza e la freschezza della Chiesa, la ripresa di una vita nuova.

VIOLA: si usa in Avvento, in Quaresima e anche nella liturgia defunti. Indica la speranza, l’attesa di incontrare Gesù, lo spirito di penitenza.

L’anno liturgico

Tutte le celebrazioni liturgiche sono inserite in un anno liturgico, quello costituito dalla successione delle domeniche e delle feste, raggruppate in tempi: Avvento, Natale, Pasqua, Ordinario. Così nell’anno liturgico, la chiesa vive il mistero di Gesù, nato, morto, risorto. Centro dell’anno liturgico è il Triduo pasquale, che culmina nella Domenica di Pasqua.

Tempo di Avvento

Il tempo di Avvento è un periodo di quattro settimane (sei nel Rito ambrosiano) che ogni anno apre il ciclo delle celebrazioni del mistero di Cristo. E’ un tempo di attesa e speranza, ma anche tempo di ascolto e riflessione sul Regno di giustizia e di pace inaugurato dalla venuta del Messia. Il tempo di Avvento incomincia con i Primi Vespri della domenica che cade il 30 novembre (o nella domenica più vicina a questa data) e termina con i Vespri prima di Natale. E’ il periodo che prepara al Natale, e che culmina nei giorni che vanno dal 17 al 24 dicembre. La festa del Natale risale alla prima metà del quarto secolo, ma solo nel sesto secolo si è creato un tempo di preparazione, di riflessione e di penitenza che assumerà più vanti un vero e proprio carattere liturgico. L’Avvento è un tempo vissuto nell’attesa della venuta del Signore. La prima parte è orientata all’annunciazione della venuta gloriosa di Cristo, la seconda (a partire dal 17 dicembre) è concentrata sulla nascita del figlio di Dio, sull’incarnazione del Verbo. La solennità della festa dell’Immacolata Concezione (8 dicembre) ricorda l’opera del Salvatore che ha santificato la Madre fin dal suo primo concepimento.

Tempo di Natale

Il tempo di Natale incomincia con i Vespri di Natale e termina con la festa del Battesimo del Signore. La solennità (25 dicembre) celebra la nascita e l’Incarnazione del Figlio di Dio. Il 26,27,28 dicembre rispettivamente le feste  di Santo Stefano, San Giovanni Evangelista e dei Santi Innocenti. Nella domenica fra l’ottava di Natale si celebra la festa della Santa Famiglia. Il 1° Gennaio si celebra la Solennità di Maria Madre di Dio, il 6 gennaio si celebra l’epifania del Signore. La prima domenica dopo l’Epifania si celebra la festa del Battesimo del Signore. Il Natale significa il riconoscimento del mistero di Cristo e la risposta di tutti gli uomini al mistero attraverso l’accettazione della fede. Dal mistero della nascita di Gesù, si passa a celebrare la sua manifestazione al mondo (Epifania), la rivelazione della sua natura divina e della sua affermazione come Messia (festa del Battesimo), la sua vita in famiglia (festa della Santa Famiglia) e santità della Madre.

Tempo di Quaresima

Dal mercoledì delle Ceneri fino alla domenica delle Palme. Periodo di quaranta giorni che precede e prepara la Pasqua sull’esempio dei quaranta giorni di Gesù nel deserto. E’ tempo di conversione, di penitenza e di preghiera. Dall’inizio della Quaresima fino alla Veglia Pasquale non si canta l’alleluia. Le domeniche di Quaresima sono cinque; la sesta in cui ha inizio la Settimana Santa, si chiama Domenica delle Palme e della Passione del Signore. La Settimana Santa è la Settimana che precede la Pasqua ed è la più importante dell’anno. In essa seguiamo Gesù dal suo ingresso a Gerusalemme, la domenica delle Palme, fino alla sua morte e sepoltura. Nel Giovedì Santo si ricordano l’ultima cena, l’istituzione del sacerdozio e il gesto della lavanda dei piedi, segno di amore  e di servizio. Il Venerdì Santo non si celebra Messa, si fa memoria della Passione di Gesù. Con la Veglia Pasquale comincia la più grande festa dell’anno.

Tempo di Pasqua

Periodo di cinquanta giorni che come un grande e solo giorno va dalla Pasqua alla Pentecoste; la Chiesa canta la gioia della Risurrezione che accoglie per sé e annuncia al mondo con la forza dello Spirito Santo che le è donato.

Tempo Ordinario

Inizia dopo la domenica del Battesimo di Gesù e si sospende al mercoledì delle Ceneri; poi riprende dopo la Pentecoste e termina la domenica dedicata a Cristo re dell’Universo.